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L’associazione “Appennino Valleremita”
si è costituita ufficialmente con specifico rogito notarile il 7 novembre 2002, subentrando a L’Appennino Soc. Coop. a r.l.. nella gestione dell’Aula Verde, fin dal 1996 Centro riconosciuto dalla Regione Marche di educazione ambientale.
La nuova veste giuridica assunta ha consentito una più larga partecipazione sociale con l’ingresso, accanto agli esperti e ai naturalisti della disciolta cooperativa, di vallesi residenti e non residenti, a testimonianza di una sensibilità pienamente consapevole e di una cultura ormai acquisita dei valori ecologici, in una delicata fase di transizione di riordino regionale del sistema INFEA.
Sono rimasti inalterati, quindi, ma con un rinforzo maggiore, sia le strategie didattiche rivolte alle scuole, ai gruppi associati e alle agenzie educative (anche in collaborazione con il CEA Valle dei Grilli e dell’Elce di Gagliole), sia i programmi di ricerca e indagine scientifica sviluppati in una intesa feconda e stimolante con l’Università di Camerino, che ha costantemente caratterizzato la storia del Centro.
Ne sono prova l’attuazione del progetto “Ambiente, il nostro futuro, la nostra scelta: educazione allo sviluppo sostenibile” nel quadro del PRINFEA Marche 02-03 e del progetto “Rete didattica: natura, ambiente e territorio dell’Appennino Umbro-Marchigiano”, elaborato nell’ambito del DOC.U.P., Marche 2000-2006, Obiettivo 2, Asse 2, Misura 3 (mirata al sostegno dei CEA) e cofinanziato dall’Unione Europea.
Ed ancora il Seminario di studi sul tema “Aspetti geobotanici e lineamenti storico- ambientali dell’Alto-Esino”, nonchè il Convegno “Contributo alla caratterizzazione dei pascoli alto-collinari dello Appennino umbro-marchigiano ai fini zootecnici” svoltisi entrambi a Valleremita il primo nel 2003 e il secondo nel 2005.
Per altro verso, in virtù di uno statuto che consente più ampi orizzonti, l’Associazione ha messo a punto uno specifico “Progetto Valleremita”, all’interno del quale il “valore-ambiente”, declinato in più moduli, rappresenta il fondamento di una variegata trama socio-economico-culturale. La frazione di Valleremita viene individuata, come un microcosmo in cui valori educativi e istanze culturali, interesse pubblico e iniziativa individuale possono proficuamente intrecciarsi e in cui perciò possono sperimentarsi, attraverso interventi mirati, significativi micromodelli di sinergia, riproducibili nella loro logica altrove, tra istituzioni, privati e realtà associative, legati non solo allo studio e alla fruizione pedagogica di siti naturali caratteristici, ma anche al recupero di coltivazioni agricole tradizionali, all’ideazione di percorsi storico-religiosi, alla promozione di eventi sportivi, ricreativi, folclorici ed artistici, al risanamento abitativo.
Rientrano in tutto questo, le manifestazioni organizzate nell’ambito del progetto “Anziani come risorsa”; le esposizioni fotografiche “Paesaggi agro-pastorali delle Marche Appenniniche Centrali” e “Fabriano nei primi decenni del Novecento”; l’istituzione del Laboratorio del riuso mirato alla pratica del riciclaggio domestico; lo studio-indagine “Iconografia botanica nel Polittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano”; la pubblicazione dell‘opuscolo “Valleremita luoghi, tradizioni, memorie” e di materiale promozionale del territorio (depliant, cartoline); la collaborazione con l’ACS Free Wheel e con la Faber Valleremita nello svolgimento di competizioni ed eventi sportivi tradizionali e meno tradizionali (mountain-bike, ruzzola); il progetto di parco-giardino, che, finalmente, nonostante i numerosi intralci burocratici, sembra avviarsi alla sua definitiva realizzazione.
E vi rientrano pure la organizzazione di pubbliche assemblee sul tema dei bisogni della comunità vallese, le continue sollecitazioni nei confronti del governo locale dirette alla fondazione di un polivalente Centro Sociale e alla riattivazione degli impianti sportivi. |
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