Il progetto Docup ob. 2
Il titolo del progetto è “Rete didattica: natura, ambiente, territorio dell’Appennino Umbro-Marchigiano” del fondo Docup Ob. 2 Marche 2000-06 DGR n. 979 del 29/05/02 asse prioritario 2 (rete ecologica e riqualificazione territoriale) misura 3 submisura 3 (“Interventi di sostegno ai Centri di Educazione Ambientale CEA”).
I benefici ricadono sui territori dei Comuni di Gagliole, San Severino e Fabriano. I partner coinvolti sono l’Associazione “Appennino Valleremita” come gerente del CEA “Aula Verde”, lo Studio professionale "NaturAmbiente" e il Dipartimento di Botanica ed Ecologia dell’Università degli Studi di Camerino di Fabriano che ne hanno curato l'ideazione e la progettazione, la Fondazione “Oppelide” di Gagliole, il Comune di Gagliole, il circolo culturale “Il Grillo” di San Severino Marche, la Comunità Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino gestore del CEA Valle dei Grilli e dell'Elce.
Motivazioni
L’Aula Verde di Valleremita-Fabriano è stata riconosciuta, ai sensi ed agli effetti della deliberazione amministrativa n. 25 del 19/12/1995 del Consiglio Regionale, Centro di Esperienza della rete Regionale dei Centri di Educazione ambientale CEA con Decreto Presidenziale n. 156 del 19/07/1996. È un’istituzione al servizio delle agenzie educative ed in particolare della scuola ed è un riferimento costante per interventi mirati all'educazione ambientale anche come occasione di rinnovamento dell'attività didattica coinvolgendo gli alunni che diventano, insieme agli insegnanti di tutte le discipline, soggetti attivi del processo di conoscenza, maturando la consapevolezza delle complesse relazioni che interagiscono con il mondo che ci circonda e che sempre più fanno sentire l'esigenza di rivolgere all'ambiente naturale una maggiore professionalità.
L'idea dominante che ha animato le attività e le funzioni del CEA di Valleremita si è concentrata nell'educazione allo sviluppo sostenibile, tematica che oggi diviene prevalente ai fini di una maggiore e più intensa riappropriazione del rapporto uomo-ambiente inteso non solo come un atto dovuto, ma anche soprattutto con una scelta responsabile di vita e quindi delle trasformazioni praticabili e delle connesse conseguenze nell'ambiente, osservando i principi della carta di Fiuggi (24 aprile 1977). Per rendere attuabile questa idea si tiene conto della realtà territoriale locale dei bacini geografici che comprendano l'alto e medio tratto dei fiumi Esino e Potenza, (Fiuminata, Pioraco), da oltre un decennio laboratorio di educazione ambientale del CEA di Valleremita, fino a collegarsi con i territori del CEA “Valle dei Grilli e dell’Elce” che ricadono fra i Comuni di Gagliole e San Severino Marche (Macerata).
Collegamento che coinvolge alcune aree appenniniche comprese nella fascia montana della dorsale marchigiana interna e il versante orientale dell’ Appennino Umbro-Marchigiano a Sud-Ovest di Fabriano.
La conoscenza delle diversificazioni ambientali e la lettura dei paesaggi naturali e antropici mirano ad ottenere una più partecipata attività di tutela ed una più diffusa educazione ambientale, indispensabili a promuovere una consapevole e responsabile valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità paesaggistiche, socio-economiche e culturali per esaltare le peculiarità della civiltà appenninica, in sintonia con il progetto Appennino Parco d'Europa (APE).
La ricerca scientifica, portata avanti dai primi due CEA con la consulenza e la collaborazione di studiosi docenti universitari dell'Università degli Studi di Camerino, ha permesso di monitorare l'ambiente ed acquisire dati inediti, con risultati a volte inattesi, opportunamente raccolti in opere collettanee edite da Enti pubblici.
L'attività di ricerca è il motore della proposta didattico-educativa rivolta alle scuole e alla comunità tutta, nelle forme e con le modalità adeguate alle diverse esigenze culturali dei destinatari e fruitori dei servizi all'ambiente. Le esperienze hanno l'ambizioso obiettivo di modificare i comportamenti individuali nei confronti della comunità, dell'ambiente e del territorio, dando vita ad “una scuola senza pareti”, dove i boschi, i pascoli, i fiumi sono i veri grandi laboratori all'aperto, straordinari strumenti per la costruzione di un sapere sempre più partecipato e consapevole.
Il patrimonio naturale e storico-culturale dell'area appenninica, nel suo insieme diventa una risorsa didattica per una formazione che muove le sue fasi iniziali proponendo esperienze incentrate sullo stimolo di scoperte emozionali e sensoriali che diventano conoscenza e cultura ambientale.
Obiettivi
- Potenziamento dell'offerta didattica-educativa
- Monitoraggio dell'ambiente, con particolare riferimento alle aree floristiche, SIC e ZPS ricadenti nel territorio di intervento
- Integrazione dell'attività di ricerca storico-scientifica con progetti in collaborazione con gli istituti universitari
- Raccordo delle attività dei CEA con la realtà socio-economica della zona, con le aziende agricole e le imprese artigianali ed industriali locali
- Promozione per la valorizzazione e la fruizione sostenibile del territorio dei beni storico-artistico-ambientali.
1. Potenziamento dell'offerta didattica ed educativa
Il CEA di Valleremita, fra i primi operanti nelle Marche dal 1986 come Aula Verde (“una scuola senza pareti”), e quello della Valle dei Grilli e dell’Elce, di recente istituzione, fanno registrare annualmente circa 4000 visitatori, ai quali è necessario offrire una gamma di servizi sempre più efficienti e attrezzature adeguate. Per questi validi motivi si vuole organizzare un corso di formazione/aggiornamento per gli operatori interni e potenziare l'attrezzatura dei sentieri, i veri laboratori all'aperto:
- Valle dell’Elce
- Valle dei Grilli
- Valle di Valdisasso
- Prati-Pascoli di Monte Rogedano
La ricca realtà turistico-vegetazionale delle aree di competenza dei due CEA, descritta e catalogata nei volumi "Aspetti geobotanici e lineamenti storico-ambientali dell'Alto Esino", edito dalla Provincia di Ancona a cura di Giacomina Fortunati, e "Ambiente, Flora, vegetazione e paesaggio delle Valli dei Grilli e dell’Elce", pubblicato a cura dell'Università degli Studi di Camerino, fa sentire ancora più forte l'esigenza della realizzazione dell'erbario per la conservazione dei campioni floristici che, organizzati con rigore scientifico, costituiranno nel corso degli anni i documenti di lettura e di confronto per il dinamismo vegetazionale e le eventuali modifiche del patrimonio vegetale.
Di conseguenza si rende necessario:
- aggiornamento della biblioteca e della video-fototeca
- potenziamento delle attrezzature di laboratori per le attività didattiche
2. Monitoraggio dell'ambiente, con particolare riferimento alle aree floristiche, SIC e ZPS ricadenti nel territorio di intervento
Con felice intuito il legislatore regionale ha voluta salvaguardare la flora marchigiana, conoscerne le specie più significative, portare un contributo alla formazione di una società civilmente evoluta ed educata, istituendo le aree floristiche protette (v. legge n. 52/74).
Il valore di questa scelta è nell’originalità dei metodi di conservazione che non si basa unicamente sulla identificazione e protezione della singola specie vegetale, ma nella tutela dell’intero ambiente che ospita l’emergenza botanica, esaltando così la biodiversità delle micro-aree. Nel giugno del 1997 la Giunta Regionale, con delibera n. 1709 ha riconosciuto 35 Siti di importanza comunitaria (SIC) e 45 siti di importanza nazionale e regionale che già ricadono all’interno di aree protette o rientrano tra le aree floristiche o tra i boschi di elevato interesse naturalistico. Fra questi, sei sono compresi all’interno del territorio dei CEA nei quali ricadono anche due ZPS (agosto 2000 DGR 1701):
SIC
n. 36 - Faggeta di S. Silvestro
n. 37 - M. Puro Rogedano Valleremita
n. 38 - M. Maggio Valle dell’Abbadia
n. 39 - M. Gioco del Pallone Cafaggio
n. 40 - Gola di S. Eustachio
n. 44 - Monte D’Aria Monte Letegge
ZPS
n. 20 - M. Gioco del Pallone Cafaggio
n. 21 - Gola di S. Eustacchio M. D’Aria e M. Letegge
La grande valenza naturalistica del territorio e la salvaguardia regolata dalla normativa regionale vigente sottolineano l’importanza di una continuità di controllo e registrazione dei dati, con l’intento di mantenere aggiornato il censimento delle specie animali e vegetali, creando un sistema armonico di collegamento con gli uffici regionali competenti al quale si potrà fornire un valido supporto scientifico e tecnico.
3. Integrazione dell'attività di ricerca storico-scientifica con progetti in collaborazione con gli istituti universitari
L’attività di monitoraggio crea l’opportunità di collegarsi con specialisti a livello universitario, con i quali avviare la ricerca anche con tesi di laurea sperimentali in scienze naturalistico-ambientali nell’ambito della Biologia applicata e della Paleontologia e in discipline storico-ambientali e socio-economiche.
4. Raccordo delle attività dei CEA con la realtà socio-economica della zona, con le aziende agricole e le imprese artigianali ed industriali locali
L’uso del territorio e la realtà produttiva locale saranno occasione di dibattiti volti a stimolare la collaborazione con gli istituti di ricerca universitari per la sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibili. In particolare si vuole dare un supporto tecnico-scientifico alle aziende, soprattutto del settore agricolo e zootecnico, con l’avvio di produzioni tipiche e di qualità: la patata della breccia rossa di Valleremita, la pecora di razza Fabrianese.
5. Promozione per la valorizzazione e la fruizione sostenibile del territorio dei beni storico-artistico-ambientali
Si vogliono far conoscere i CEA non disgiunti dal territorio, dalla storia, dalla cultura, dalla economia, realizzando un folder con schede che descrivono le peculiarità culturali ed ambientali delle aree di competenza nel contesto della realtà marchigiana.